Blog

10 Marzo 2019

Prosciutti d’Italia a Denominazione

Da oltre duemila anni la carne di maiale ha occupato un posto di primissimo piano sulle tavole degli italiani ed era nota, fin dall’antichità, la tecnica di ottenere dalla coscia una straordinaria quantità di salumi: proprio da questa si ricavano i prosciutti, da sempre considerati una prelibatezza. I prosciutti crudi italiani DOP e Igp sono 11, ma arrivano a 12 se vogliamo includere anche quello di Cinta Senese, in cui ad essere a denominazione è la carne fresca.
20 Dicembre 2019

Speck Alto Adige IGP di Pfitscher

Un panorama scolpito nella roccia e forgiato, esattamente come l'uomo, dal tempo. Il tempo atmosferico, climatico, duro e dolce dell'Alto Adige ma anche il tempo diacronico, quello della storia, passato di mano in mano nella staffetta delle generazioni e considerato, nella migliore delle ipotesi, una forma di evoluzione. Questa è, vista dall'alto, la storia di una metzgerei di nome Pfitscher e, come capita spesso nelle storie degli uomini
20 Dicembre 2019

Prosciutto di Carpegna Dop dei F.lli Beretta

La storia contemporanea nazionale è anche e, soprattutto, una storia aziendale. Orgoglio e amor patrio dipendono e sono sempre dipesi, difatti, dalla capacità degli imprenditori di operare serenamente e, attraverso il proprio mercato di riferimento, di parlare della nazione in cui vivono, operano e, nei casi più felici, prosperano. Questa storia è dunque, a conti fatti, una storia felice e, allo stesso tempo, è una delle più rappresentative della esegesi della nostra nazione tra le potenze mondiali
20 Dicembre 2019

Culatta di Busseto di Ibis Salumi

Curioso pensare ai prodromi di quella che, oggi, è una delle più grandi aziende italiane in fatto di salumi. Come tutte le storie destinate a durare nel tempo, anche questa comincia da un'intuizione, un'epifania collettiva se consideriamo che dieci furono, in pieno boom economico, i primi protagonisti di questa storia che comincia tra le fitte nebbie invernali di Busseto in una località che in capo a pochi anni sarebbe diventata l'epicentro della cosiddetta Food Valley e che già molti anni prima i Longobardi avevano designato